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martedì 27 ottobre 2026

Je so' pazzo di Prosatore (2006)

 Appena visto il trailer di questo film, al cinema quest'estate, ho pensato: "Cavolo, questo sì che mi piacerebbe vederlo." E oggi grazie alla promozione di uno degli ultimi cinema sopravvissuti nella mia città che lo ha proiettato a 4 euro, ho potuto vederlo. 

Quindi, intendiamoci, si tratta di impressioni "molto a caldo".

Il trailer ingolosiva. Per la potenza, la rabbia, la sequenza ben congegnata delle immagini e, ovvio in questo caso, della colonna sonora (...Je so' pazzo...)

E' stato all'altezza delle mie aspettative? 

Sì, lo è stato. 

Ma non posso dire che sia tutto perfetto. 

Ottima la regia, ottima la messa in scena (avrei messo più immagini di archivio, o di repertorio come si suol dire, ma la scelta dipende dalla volontà del regista, del montatore e forse dei soldini a disposizione...ma comunque...).

Buoni gli attori anche se non tutti hanno avuto una parte rilevante (e qui c'è una prima pecca, ma anche qui è una scelta dello sceneggiatore: che ruolo hanno i personaggi in questa storia? Che ruolo hanno avuto nella vita di Pino Daniele?)

Forse tra gli attori è proprio Caiazzo sul quale sospendo il giudizio. E non che non sia bravo. Anzi, secondo me è un emergente di tutto rispetto. Ma tiene per tutto il film quella espressione furbesca (da vero "figlio di...", per intenderci), che non so se il vero Pino Daniele aveva o no. Boh. 

Il fatto è che ogni biopic corre un rischio. Quello di cristallizzare nella memoria collettiva un'idea di una persona che 99 volte su 100 non c'è più. Quindi il rischio è quello di sovrascrivere nella memoria di ognuno un'immagine che non è detto che sia stata reale. 

Allora ci sono due strade: o si cerca la rappresentazione pedissequa di un'esistenza e allora siamo alla biografia tout court, e allora sì che bisogna essere molto fedeli alla storia "vera" di una persona, o si svariona completamente e si devia prendendo la tangente verso qualcos'altro per cui il biopic non è più tale ma diventa una storia a sé stante (almeno a me aveva fatto questo effetto l'ultimo film su Elvis ). 

Dove siamo qui? Io direi più sulla prima. E' ovvio però che qualcosa devi tirar fuori dalla vita di una persona, che so, un conflitto, se no è tutto scialbo. 

In questa storia il conflitto c'è o meglio ce ne sono due o forse anche tre, solo che solo il primo ha spazio: quello con il padre. 

Sullo sfondo il conflitto con la città che Daniele non ha voluto rappresentare come una cartolina ma avrebbe cercato di rappresentare realmente. Ma è stato davvero così nella realtà? Ammetto di non essere in grado di dirlo. 

E poi il conflitto con chi lo circondava, in primis i famigliari (la moglie), gli amici e la band. Ma anche qui è un po' tutto sfumato, secondo me, e non sappiamo quanto ci sia di vero e quanto sia romanzato. 

E qui torniamo al problema originario del biopic e delle scelte che un regista/autore deve fare per forza. 

Se devo consigliare questo film o no, direi di sì. Ma non lo prenderei come una "verità" definitiva su Pino Daniele. E sicuramente a chi cerca qualcosa in più consiglierei il documentario di Francesco Lettieri (visibile ahimè solo a pagamento su piattaforma). 

The End

P.s. 

Una nota extratesto sulla visione al cinema. Ho esordito dicendo che nella mia città c'è stata una moria di cinema e in parte è vero perché molti sono passati al circuito del cineforum ma altri hanno proprio chiuso i battenti sopravanzati dalle multisale che però sono in provincia. 

Allora, sono contento che in pieno centro sia rimasto un cinema come si deve anche se è dovuto diventare una multisala anche lui, ma vabbè. 

Però, cavolo, starò pure diventando vecchio e rompicoglioni ma non sopporto che la visione del film (per 4 ricchi euro) venga disturbata da una stronza seduta a due posti alla mia destra che nella seconda parte del fim ha tirato fuori il cellulare ogni dieci minuti per controllare l'ora (io il mio l'ho spento, stronza, e se ti annoi, ti alzi e te ne vai) e dalle luci intermittenti,  di un forse sistema di antincendio, sparse su tutto il soffitto della sala che rovinano la visione.  

Ma così è se vi pare e se non vi pare tanto è uguale.




domenica 25 ottobre 2026

Ma come passa il tempo? L'abbiamo finita con 'sti film di Woo o no?

Ero convinto di aver postato qualcosa su Hard Boiled di J. Woo, e invece rileggo il blog e non c'è nulla!

Ero anche convinto di aver scritto qualcosa poche settimane fa, e invece l'ultimo post è del 3 ottobre! 

Ero convinto...ma se oggi ne abbiamo 25 e l'ultimo post è del 3 ottobre significa che sono passate solo 3 settimane (o già tre settimane!). Ma allora sì che sono passate delle settimane.

Ero convinto, ma chissenefrega. 

Dunque, l'ultimo film di Woo visto è Once a Thief del 1991.

Diciamo che non è tra i suoi migliori, ma bisogna vederlo comunque. E' un misto di azione, commedia (con umorismo di Hong Kong evidentemente, quindi non è che si ride a crepapelle, almeno non in occidente) e suspence.

Ci metti anche un minimo di colpo di scena che però secondo me è telefonato, insomma si può dire che sia l'heist movie di Woo (che il "mission impossibile 2" non lo considero nemmeno un heist movie, o sbaglio?). Boh.

Vabbé.

Non voglio essere cattivo ma non è tra i suoi migliori e a me ha dato l'idea di un esperimento, della serie proviamoci, proviamo a prendere un'altra strada e ci allontaniamo per la tangente dai filmoni precedenti. E però mi sa che si è accorto che l'esperimento non gli è andato se poi l'anno dopo tira fuori Hard Boiled (1992). 

E qui, con Hard Boiled, la prende in pieno. Bum. Superfilm. Super Woo. 

E qui giù di brutto con sparatorie, azione, battute e colpi improvvisi. 

Non mi dilungo, perché è inutile. Dico solo che senza Hard Boiled non avete visto nulla di Woo e tenetevi pure le colombe bianche di Tom Cruise (ogni riferimento a mission impossible 2 è puramente voluto). 

Allora stiliamo una personale classifica dei film visti di Woo, del periodo Hong Kong (sia chiaro, niente Hollywood in questa classifica), in ordine di piacere: 

1. The Killer

2. Hard Boiled

3. A better tomorrow

4. Bullet in the head

5. A better tomorrow 2

6. Once a Thief

E' discutibile, ok? Ma io l'ho detto che è personale. 

E ok, l'abbiamo finita con i film di Woo.

Per ora...


sabato 3 ottobre 2026

The Killer di J. Woo

 Ok, è passato qualche giorno.

Il film l’ho visto su dvd, preso in prestito in biblioteca. Ho dovuto riesumare la mia xbox 360 per vederlo, perché se no, chi li vede più i dvd?

È già che c’ero ho ripreso dalla cantina due giochi ( due gioconi in realtà): Halo combatte evolved (versione rimasterizzata per xbox 360) e Grid autosport. 

Sono ancora lì, non so se riesco a farli andare, ma mi piace l’idea che ci siano e siano lì disponibili.

Allora, sto film?

È John Woo all’ennesima potenza.

Azione, separatori, delinquenza, omicidi, romanticismo, ancora sparatorie, guardie e ladri, amicizia.

C’è tutto il cinema di Woo. 

Per gli appassionati è imprendibile. Ma è ovvio che un appassionato di Woo non se l’è mica perso.

Prossima visione: Once a Thief.