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sabato 12 settembre 2026

Bullett in the Head di J. Woo

Fino a qualche tempo fa, cioè fino a quando non ho preso in prestito il dvd in biblioteca, ero convinto che il titolo fosse: "A bullett in the head". 

"E chissenefrega", direte voi. 

Avete ragione.

Allora, questo film é la pietra angolare del cinema di Woo. Diciamo che è un must, un classico, o un cult movie, fate voi. 

Io dico che bisogna vederlo e mi dispiace che ne esistano più versioni (almeno così dice wikipedia). Io penso di aver visto quella "Dvd", ma non ho approfondito (ovvio che il film era su dvd, ma il tipo di versione potrebbe essere diversa.)

Sempre su wikipedia si legge che doveva essere il prologo al dittico di A better tomorrow, in pratica un A better tomorrow 3, che Woo doveva fare ma che in seguito a contrasti con T. Hark ha dovuto lasciare a quest'ultimo. 

I collegamenti tra Bullett e Tomorrow 3 ci sono eccome. Intanto entrambi sono ambientati in Vietnam. E poi c'è una scena, purtroppo tagliata/censurata in cui i due protagonisti dovevano bere un bicchiere di pipì con la pistola puntata alla testa, proprio come racconta Chow Yun-Fat in un memorabile dialogo nel primo film della serie.

Ok, detto questo, ma quale è la morale del film? 

Boh, a me sembra che da una parte il consiglio sia "fatevi i cazzi vostri che vivrete a lungo", dall'altro sembra che sia "meglio soli che male accompagnati". In ogni caso non è certo un'ode all'amicizia, visto che in questa storia è solo causa di problemi. 

O forse la morale è che il mondo, la società o l'avidità sono più forti dell'amicizia e della purezza dei sentimenti. 

Non lo so. 

Comunque il titolo non è casuale e lo si scopre alla fine del film. 

Consigliato agli amanti della filmografia di Woo.

Che se sono veri fan, il film lo avranno già visto.


mercoledì 9 settembre 2026

Nonno questa volta è guerra

Sono sempre d'accordo con il tradurre i titoli, ma che si faccia con criterio.

O quanto meno si rispetti la grammatica: dopo "nonno"avrei messo la virgola.

E comunque il titolo originale è "the war with grandpa", che letteralmente si dovrebbe tradurre "la guerra con il nonno", che ha anche senso perché è una guerra nuova, mica una continuazione di qualcosa che c'era prima (...questa volta è guerra...questa volta de che?)

Detto questo faccio una recensione per punti:

1. Visto sulla piattaforma in famiglia perché cercavamo un film da vedere tutti insieme la sera, quindi niente violenza, sesso et simili;

2. Il cast è figo, basta pensare  solo a De Niro;

3. Ma perché De Niro si è ridotto a fare sto film?

4. Ho passato tutto il film a pensare che la mamma del protagonista assomigliasse in modo incredibile alla Thurman. Pazzesco, ho pensato che fosse una somiglianza incredibile soprattutto in certe espressioni del volto. Poi ho pensato ma chi è questa attrice non l' ho mai vista. Poi ancora, cavolo ma potrebbe veramente fare la sosia della Thurman, è uguale! 

5. Ho scoperto su Wikipedia che era la Thurman.

6. Ci sono i serpenti. Io odio i serpenti. Avrò gli incubi.

7. Poiché non dormivo, per gli incubi, ho pensato al film e ho capito perché non funziona.

8. Non funziona perché il nonno è buono. Secondo me avrebbero dovuto rendere il personaggio in vero stronzo, allora sì che il film avrebbe avuto senso.

9. Avrei caricato di più sullo slapstick cioè avrei messo di più dispetto tra i due contendenti, e avrei reso il nonno più stronzo.

10. Poteva essere un film divertentissimo, da scompisciarsi dalle risate, ma non è stato così. E poi potevano metterci la Thurman e non la sosia...ah, no, è vero, era lei. Allora togliere quei cazzo di serpenti.

Ok. Ho detto tutto. 

Ciao




venerdì 4 settembre 2026

C’era una volta in Cina (Once upon a time in China)

Ok, Non è l’inizio di una favola per bambini, ma la traduzione del trittico cinematografico di Tsui Hark sule vicende molto romanzate di un personaggio realmente esistito: Wong Fei-Jung, medico e artista marziale cinese vissuto in Cina a cavallo tra 1800 e 1900. 

Diciamo pure senza tema di smentita che non c’è nessun intento biografico o storico, ma che il tutto è un pretesto per rappresentare scene di lotta ben coreografate (il ruolo del protagonista è affidato ad un imberbe Jet Li fresco di studi Shaolin e perfettamente a suo agio nel ruolo) e scene in costume che celebrano la cultura cinese tradizionale. Il tutto accompagnato dalla insistente colonna sonora, che seppure non parlate il cinese vi entra in testa per forza, e che è anche una canzone molto famosa in Cina Video)

Diciamo quindi che si tratta di un film per appassionati di arti marziali, ma propio appassionati, perché secondo me ce ne sono di migliori. Io non lo sono, cioè mi piacciono ma non ne sono un fanatico e quindi mi dispiace, ma non ho retto. 

Li ho visti tutti e tre, ma a fatica. E ne riconosco la qualità, per carità, ma sarà pure la traduzione o il doppiaggio, sarà la distanza culturale, ma a me l’alternarsi di scene pseudo comiche, personaggi balzani e kung fu (fatto bene ma anche impossibile) mi ha un po’ annoiato. 

Concludendo, la trilogia è :

Promossa per il kung fu, Jet li, le coreografie in costumi d’epoca e la colonna sonora.

Bocciata per l’humor patetico, la recitazione degli attori occidentali (che ci sono e guarda caso interpretano i cattivoni) e il ritmo generale a mio parere discontinuo.

Comunque, Io dico la mia. Poi, fate vobis.