Appena visto il trailer di questo film, al cinema quest'estate, ho pensato: "Cavolo, questo sì che mi piacerebbe vederlo." E oggi grazie alla promozione di uno degli ultimi cinema sopravvissuti nella mia città che lo ha proiettato a 4 euro, ho potuto vederlo.
Quindi, intendiamoci, si tratta di impressioni "molto a caldo".
Il trailer ingolosiva. Per la potenza, la rabbia, la sequenza ben congegnata delle immagini e, ovvio in questo caso, della colonna sonora (...Je so' pazzo...)
E' stato all'altezza delle mie aspettative?
Sì, lo è stato.
Ma non posso dire che sia tutto perfetto.
Ottima la regia, ottima la messa in scena (avrei messo più immagini di archivio, o di repertorio come si suol dire, ma la scelta dipende dalla volontà del regista, del montatore e forse dei soldini a disposizione...ma comunque...).
Buoni gli attori anche se non tutti hanno avuto una parte rilevante (e qui c'è una prima pecca, ma anche qui è una scelta dello sceneggiatore: che ruolo hanno i personaggi in questa storia? Che ruolo hanno avuto nella vita di Pino Daniele?)
Forse tra gli attori è proprio Caiazzo sul quale sospendo il giudizio. E non che non sia bravo. Anzi, secondo me è un emergente di tutto rispetto. Ma tiene per tutto il film quella espressione furbesca (da vero "figlio di...", per intenderci), che non so se il vero Pino Daniele aveva o no. Boh.
Il fatto è che ogni biopic corre un rischio. Quello di cristallizzare nella memoria collettiva un'idea di una persona che 99 volte su 100 non c'è più. Quindi il rischio è quello di sovrascrivere nella memoria di ognuno un'immagine che non è detto che sia stata reale.
Allora ci sono due strade: o si cerca la rappresentazione pedissequa di un'esistenza e allora siamo alla biografia tout court, e allora sì che bisogna essere molto fedeli alla storia "vera" di una persona, o si svariona completamente e si devia prendendo la tangente verso qualcos'altro per cui il biopic non è più tale ma diventa una storia a sé stante (almeno a me aveva fatto questo effetto l'ultimo film su Elvis ).
Dove siamo qui? Io direi più sulla prima. E' ovvio però che qualcosa devi tirar fuori dalla vita di una persona, che so, un conflitto, se no è tutto scialbo.
In questa storia il conflitto c'è o meglio ce ne sono due o forse anche tre, solo che solo il primo ha spazio: quello con il padre.
Sullo sfondo il conflitto con la città che Daniele non ha voluto rappresentare come una cartolina ma avrebbe cercato di rappresentare realmente. Ma è stato davvero così nella realtà? Ammetto di non essere in grado di dirlo.
E poi il conflitto con chi lo circondava, in primis i famigliari (la moglie), gli amici e la band. Ma anche qui è un po' tutto sfumato, secondo me, e non sappiamo quanto ci sia di vero e quanto sia romanzato.
E qui torniamo al problema originario del biopic e delle scelte che un regista/autore deve fare per forza.
Se devo consigliare questo film o no, direi di sì. Ma non lo prenderei come una "verità" definitiva su Pino Daniele. E sicuramente a chi cerca qualcosa in più consiglierei il documentario di Francesco Lettieri (visibile ahimè solo a pagamento su piattaforma).
The End
P.s.
Una nota extratesto sulla visione al cinema. Ho esordito dicendo che nella mia città c'è stata una moria di cinema e in parte è vero perché molti sono passati al circuito del cineforum ma altri hanno proprio chiuso i battenti sopravanzati dalle multisale che però sono in provincia.
Allora, sono contento che in pieno centro sia rimasto un cinema come si deve anche se è dovuto diventare una multisala anche lui, ma vabbè.
Però, cavolo, starò pure diventando vecchio e rompicoglioni ma non sopporto che la visione del film (per 4 ricchi euro) venga disturbata da una stronza seduta a due posti alla mia destra che nella seconda parte del fim ha tirato fuori il cellulare ogni dieci minuti per controllare l'ora (io il mio l'ho spento, stronza, e se ti annoi, ti alzi e te ne vai) e dalle luci intermittenti, di un forse sistema di antincendio, sparse su tutto il soffitto della sala che rovinano la visione.
Ma così è se vi pare e se non vi pare tanto è uguale.