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venerdì 14 agosto 2026

The Odissea di Nolan (tranquilli, non si spoilera nulla qui…)

 Il the è d’obbligo quando parliamo di un film come questo. 

Sì perché non è l’Odissea di Omero, ma quella di Nolan. E se lo capite va bene, se no fate la fine di quel professore de “Il collegio” (il programma tv), che mi dicono che l’avrebbe definita, citando Fantozzi, una “cagata pazzesca” . 

Non sono d’accordo.

Per me è un film da vedere. Non è perfetto e qualche sbavatura c’è, ma lo consiglierei senza dubbio.

Vi posso dire cosa non è è in parte l’ho già detto. Non è un Peplum o film in costume, come se ne facevano una volta. È un kolossal, sì. Ma dei giorni nostri. È se non vi va bene è affare vostro.

Non è una trasposizione dell’Odissea e quindi non è un film didattico che vi insegna la storia originale, se volete quella dovete leggervi il libro (se avete coraggio…) o magari vi andate a rivedere il film con Kirk Douglas del 1954 Qui

Insomma è un film che prende spunto dal viaggio di Ulisse, ne ripercorre gli episodi essenziali e lo fa anche fedelmente, ma poi vira verso un altro scopo che è quello del regista di raccontare l’origine del nostro tempo.

Se l’Odissea è un’opera fondativa della nostra cultura, se cioè il viaggio di Ulisse è uno degli eventi da cui origina il nostro tempo, allora Nolan decide di dirci da dove veniamo e quale è il nostro peccato originale.

È c’è lo dice in modo molto chiaro: abbiamo violato la legge di Zeus.

(Cos’è? No, ti vai a vedere il film, mica te lo spoilero…)

Ulisse è per Nolan l’uomo che genera il nostro mondo. Il primo distruttore di un’epoca passata, la sua, che non tornerà più indietro. È nel nostro mondo la legge di Zeus è scomparsa. 

Andate a vedere a Ceuta se la rispettano…

E questa è l’idea politica del regista, che è pure sceneggiatore e quindi si può dire senza tema di smentita che il film è suo, in tutti sensi.

Poi per il resto se vogliamo parlare di attori è messa in scena è montaggio e tecniche varie a me sembra tutto ok. 

Mi sembrano tutti nel loro ruolo. Magari il buon Will Huning non ha lo sguardo paraculo che mi immagino debba avere Ulisse, ma vabbè ci sta. Magari Elena di Troia non è la strafica che fa impazzire tutti, ma pure quello non è un problema. In fondo è un’idea più che una donna in carne ed ossa e non è possibile rappresentarla nemmeno con Miss Universo. Poi io ci avrei messo Charlize Theron da giovane a fare Elena, perché pure sulla cinquantina, secondo me ci si avvicina.

Comunque, se volete ve lo vedete e ne godete, e se no lo stesso sopravvivrete.

That’s all folks!


domenica 9 agosto 2026

Avete voluto il caldo e ora ve lo cuccate tutto!

Il titolo di questo post dice tutto. 

Quante volte negli ultimi mesi vi siete lamentati del brutto tempo, del freddo e dei temporali? 

E quelle volte in cui avete detto: "Non vedo l'ora che arrivi l'estate...". 

Eccovi accontentati! 

Meteo

giovedì 16 luglio 2020

Indice di Qualità Napvalica

Sono lontani i tempi in cui riuscivo a godermi prima e seconda serata davanti alla Tv. 

Già da alcuni anni mi capita di addormentarmi sul divano e di perdermi buona parte della visione di film, serie e spettacoli vari. Spesso poi mi sveglio nel mezzo della visione e, se posso, cerco di tornare indietro fino all'ultimo punto che mi ricordo di aver visto; quasi sempre mi riaddormento. 

Alla fine, quando vado a letto, mi chiedo: era un bel film ?

Volendo quindi fare di vizio virtù, ho messo a punto un sistema di valutazione della qualità di film, serie o spettacoli vari, che si basa sia sul tempo di visione e sia sul numero di interruzioni. 

L'ho chiamato Indice di Qualità Napvalica o abbreviato IQN. 

L'assunto è che la qualità del film (serie o spettacolo...) è direttamente proporzionale al tempo di visione e inversamente proporzionale al numero di interruzioni. 

Qui sotto la spiegazione per chi vuole, per gli altri buona notte. 
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COME SI CALCOLA:

IQN = t1 - t0 / 1+ k 

Dove: 
IQN = indice di qualità napvalica (dovreste saperlo già, se siete stati molto attenti finora); 

t1= tempo in cui avviene l'interruzione o tempo effettivo di visione calcolato in minuti 

(ad esempio: se mi addormento dopo 30 minuti dall'inizio, sarà: t1= 30);

t0= tempo zero o di inizio del film/spettacolo 

(è sempre uguale a zero perché è il momento di inizio della visione; è ovviamente inutile perché è sempre uguale a zero, ma mi piaceva metterlo: che cavolo mica è matematica, è Napval!);

k = numero di interruzioni, cioè il numero di volte che mi addormento durante la visione 

(al denominatore ho messo "1+k" per evitare i casi in cui non essendoci interruzioni si abbia il denominatore uguale a zero. Visto che precisione? Non ho fatto lo scientifico mica per niente, nèh!); 
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E' ovvio che non pretendo che questo indicatore sia esaustivo di tutta la valutazione qualitativa di film o simili, né che sia affidabile, in quanto fortemente influenzato dalle mie condizioni fisiche al momento della rilevazione. Per questo, a volere essere onesti bisogna concedere almeno due possibilità ai film, se è possibile cioè se sono registrati, in modo da evitare quelle valutazioni in cui si è troppo stanchi e ci si addormenterebbe comunque.

Ecco, magari non sarà apprezzato da tutti, ma volevo comunque dare questo contributo all'umanità.

Confido che l'umanità accolga questa iniziativa come tutte le altre mie precedenti: con adorante devozione.

Adieu!