Ok, Non è l’inizio di una favola per bambini, ma la traduzione del trittico cinematografico di Tsui Hark sule vicende molto romanzate di un personaggio realmente esistito: Wong Fei-Jung, medico e artista marziale cinese vissuto in Cina a cavallo tra 1800 e 1900.
Diciamo pure senza tema di smentita che non c’è nessun intento biografico o storico, ma che il tutto è un pretesto per rappresentare scene di lotta ben coreografate (il ruolo del protagonista è affidato ad un imberbe Jet Li fresco di studi Shaolin e perfettamente a suo agio nel ruolo) e scene in costume che celebrano la cultura cinese tradizionale. Il tutto accompagnato dalla insistente colonna sonora, che seppure non parlate il cinese vi entra in testa per forza, e che è anche una canzone molto famosa in Cina Video)
Diciamo quindi che si tratta di un film per appassionati di arti marziali, ma propio appassionati, perché secondo me ce ne sono di migliori. Io non lo sono, cioè mi piacciono ma non ne sono un fanatico e quindi mi dispiace, ma non ho retto.
Li ho visti tutti e tre, ma a fatica. E ne riconosco la qualità, per carità, ma sarà pure la traduzione o il doppiaggio, sarà la distanza culturale, ma a me l’alternarsi di scene pseudo comiche, personaggi balzani e kung fu (fatto bene ma anche impossibile) mi ha un po’ annoiato.
Concludendo, la trilogia è :
Promossa per il kung fu, Jet li, le coreografie in costumi d’epoca e la colonna sonora.
Bocciata per l’humor patetico, la recitazione degli attori occidentali (che ci sono e guarda caso interpretano i cattivoni) e il ritmo generale a mio parere discontinuo.
Comunque, Io dico la mia. Poi, fate vobis.