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domenica 13 gennaio 2013

Buon 2013!

E' questo il primo post del 2013? Sì? siamo in ritardo di 13 giorni, ma nello spirito napvalico: chissenefrega!

Dunque un po' di aggiornamenti sono comunque necessari:

1. il mondo doveva finire il 21 dicembre ma non è successo niente. A meno che i Maya non abbiano sbagliato di qualche giorno e la fine può capitare da un momento all'altro. Okkio gente! Bisogna stare sul chi vive!

2. Ho finalmente visto il terzo film del Batman di Nolan. Il mio responso è che il secondo è meglio del terzo. Stop.

3. Ho letto un libro interessantissimo: "La Repubblica delle stragi impunite" di Ferdinando Imposimato. E' doveroso leggerlo per chi è interessato alla storia nazionale recente. O meglio alla triste storia nazionale. Imposimato infatti ricostruisce con accuratezza gli eventi anche grazie ai riferimenti alle perizie e ai documenti inediti delle sentenze e delle inchieste svolte. Ma individua anche con precisione i possibili mandanti delle stragi compiute e di cui mai si è riusciti a comprenderne fino in fondo l'origine.

4. Su un altro versante ho iniziato la visione (completa) della Serie tv Battlestar Galactica: sono alla seconda stagione. E' un altro must per gli appassionati di fantascienza. Prende prende, è vivamente consigliata.

5. Ho visto di recente un filmetto davvero carino: "Castaway on the moon" del regista coreano Lee-Hey jun. E' un'assurda storia di comunicazione, scoperta e forse amore tra un quasi suicida che si ritrova su un'isoletta della baia di Seoul e una ragazza hikikomori (fenomeno praticamente sconosciuto in Italia, per fortuna) che dalla sua stanza - rifugio intrattiene con lui una relazione a distanza. Notevole davvero. E' un film comico, ma commovente allo stesso tempo. E' stato presentato da noi nel 2010 al Far East Film Festival di Udine dove ha vinto il premio principale (almeno così c'è scritto qui).
Da vedere.

Au revoir

martedì 4 dicembre 2012

ipotesi sull'esito delle primarie

Non ho avuto modo di leggere o ascoltare i commenti sull'esito delle primarie né in verità ne avevo voglia.

Negli ultimi tempi ho la nausea dei soliti talk show e qualche volta pure dei prolissi editoriali che si leggono sui quotidiani, perché mi sembrano parole al vento e basta.

Non so quindi se qualcuno si è preso la briga di indagare questa semplice ipotesi sull'esito delle primarie:

l'esito delle primarie è stato determinato dall'età anagrafica dei votanti

E' un ipotesi semplice, che mi piacerebbe venisse provata o confutata in modo statisticamente attendibile, anche perché è un tarlo che mi ronza in testa da due giorni.

L'immagine che ho del PD è infatti quella di un partito mediamente vecchio, in cui gli iscritti sono per lo più persone dai 50 anni in su se non anche 60.

Magari è una supposizione errata, e spero che sia così, ma quando per strada incrocio qualche bancarella del PD, di quelle dove si fa propaganda o si raccolgono le firme per qualcosa, ci trovo sempre persone di una certa età. Cosa che non capita quando osservo quelle degli altri movimenti.

Allora mi chiedo: che età media ha l'elettorato del Pd? è significativamente differente, e per significativo intendo da un punto di vista prettamente statistico,
da quella degli altri partiti?

Se così fosse, se effettivamente ci fossero delle differenze significative, queste potrebbero spiegare perché uno come Renzi, che si è proposto come il "giovane" contro il "vecchio", in tutti i sensi anagrafici e politici, non avrebbe MAI potuto vincere?

Davvero mi piacerebbe che qualcuno si prendesse la briga di rispondere in modo statisticamente corretto a questi quesiti.




domenica 2 dicembre 2012

Questo Blog è vivo? Sì, era solo in letargo!

Ebbene sì, questo blog esiste ancora. Solo che, come capirete, è andato in letargo per un po', nel periodo estivo per riprendere ora.
Si sono verificate una serie di situazioni che mi hanno portato ad allontanarmi dalla scrittura su questo blog che sono difficili da spiegare in due parole...
In pratica mi ero un po' rotto e dato che l'elemento fondamentale del mio carattere è quel assurdo e ineffabile incrocio che si crea tra la pigrizia e l'indolenza, non ho scritto per un po' una beata min...a.

Ma sono sicuro che non ne avrete a male. Anche perchè siete così pochi a leggermi che non gliene fregherà niente a nessuno se ve ne avrete a male.

Comunque torniamo a noi.

Dopo questo breve preambolo per dire che il blog è vivo è lotta insieme a noi (ma non so per quanto nè con che cadenza), possiamo riprendere a postare...

Di film visti e libri letti ce ne sono, tanto che non saprei da dove iniziare. Altri fatti eclatanti non mi vengono in mente. O meglio: mi vengono in mente ma oramai sono usciti dalla cronaca e gli eventi della nostra comune mondanità sono oramai troppo freddi per essere interessanti.

Che dire?

Sto leggendo "Crash" di James Graham Ballard e devo dire un po' a fatica. E' un romanzo del '73 ambientato in una Londra di fine secolo XX e narra sostanzialmente delle turbe sessual-automobilistiche del protagonista che, vittima di un incidente stradale, inizia a sperimentare un vero e proprio piacere sessuale negli scontri automobilistici e nell'anelare a fondere il proprio organismo con le lamiere contorte e ammaccate delle vetture incidentate.

Ho scoperto questo romanzo perchè casualmente vidi alcuni anni fa la riduzione cinematografica di David Cronenberg (con protagonisti un perfettamente spaesato James Spader e una conturbante Holly Hunter) da non confondere assolutamente con il "Crash - contatto fisico" di Paul Haggis.
Il primo è del 1996 e ha vinto il premio della giuria al Festival di Cannes; il secondo è del 2004, ha un cast ben nutrito di star con storie che si intrecciano tutte tra loro, è un drammonne interessante,  ma non ha niente a che vedere con l'omonimo di Cronenberg.

Bisogna dire che Cronenberg ci va a nozze con queste tematiche cyberpunk di fusione uomo-macchina almeno da Scanners (1981) e Videodrome (1983), due filmoni di fantascienza imprenscindibili in una seria videoteca sci-fi. Tanto che se qualcuno, per grazia divina, avesse l'illuminazione di portare sugli schermi quel Neuromante di W. Gibson che secondo me è il romanzo manifesto del Cyberpunk, troverebbe in Cronenberg un autorevole esegeta.

Ai due citati film aggiungo senza ombra di dubbio "La mosca" del 1986 con Jeff Goldblum pre-Jurassic Park e Geena Davis (pre Thelma e Louise e ho detto tutto, come direbbe Totò). Ma soprattutto un filmone troppo sottovalutato come eXistenZ (si scrive proprio così!), del 1999 con Jennifer Jason Leigh e un giovanissimo Jude Law, assolutamente da riscoprire e rivalutare. Non per niente il filmetto si è cuccato un Orso d'argento al Festival di Berlino.



Au revoir.