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mercoledì 2 settembre 2015

Colleghi

Qual é la cosa peggiore dell'avere uno scazzo con un collega? 


Che poi ti tocca rivederlo; spesso tutti i giorni e per molto tempo a venire.

Personalmente quello che più mi fa apprezzare o disprezzare un luogo di lavoro é il clima lavorativo. Do molto più peso ai rapporti con i colleghi di quanto ne dia al lavoro in sé. Forse perché finora non ho mai fatto il "lavoro della mia vita". Quindi quando valuto un lavoro, lo faccio innanzitutto in termini di rapporti interpersonali, cioè di ambiente di lavoro. Com'è l'ambiente? Mi trovo bene? Come sto con i colleghi? E così via. 

C'è un altro aspetto dovuto immagino alla mia personalità. Mantengo il rancore. E non amo l'ipocrisia. Non riesco a sorridere e a buttarmi facilmente alle spalle tutto quanto. Il rancore rimane. 

D'altra parte si tratta di frasi, gesti, comportamenti. Come si può cancellare un comportamento? Non è possibile. Non siamo hard disk sui quali si può cancellare e riscrivere i files. Siamo esseri umani. La memoria umana resta. Se fate qualcosa ad una persona non potete dire: "Ah, sì scusami e passiamoci sopra". Non è possibile! Che lo vogliate o no qualcosa resta. Chiamatela pure "cicatrice" se il paragone può piacervi e facilitarvi la comprensione di quello che intendo. 

Ricordo un testo studiato all'Università per il corso di Psicologia della Formazione. Non ne ricordo il titolo e spero che sia da qualche parte nella libreria dei miei, così lo posso riesumare e rileggere. In un capitolo si spiegava (con immagini esemplificative) che i comportamenti umani non sono reversibili. Non si torna indietro. Cioè non si può ri-cominciare dal punto iniziale. Se lo si prova a fare, si tornerà in un altro punto. Che non potrà mai essere quello iniziale. 

 (Un po' come le dimensioni parallele dello schema che il buon dott. Emmett Brown spiega a Marty McFly in Ritorno al futuro 2)

Figuriamoci nei rapporti interpersonali. Quindi una frase detta o un atto, o qualsiasi altro pensiero espresso o agito, non possono essere cancellati. Sono stati e basta. Hanno prodotto un effetto sull'interlocutore e questo effetto può essere mitigato, ma mai annullato. 

E infatti la psicoterapia (per chi non lo sapesse, cioè i non addetti ai lavori) mira a questo. Un altro professore aveva detto: la psicoterapia non aiuta ad uscire dal mare di merda, ma a fare in modo che nessuno faccia l'onda. O almeno così mi ricordo...ma sto divagando.

Lo "scazzo" l'ho avuto poco prima delle ferie. Oggi il collega è tornato. E mentre lui si è comportato come nulla fosse (così l'ho percepito io, avrà pure fatto finta di niente...), a me non era passata. Sono stato ipocrita, l'ho salutato e gli ho chiesto molto sbrigativamente come erano andate le ferie. Ho cercato di mantenermi distante, anche fisicamente, per tutta la mattina che è stato l'unico momento di ore in condivisione. E devo dire che è passata.

La mattina intendo. Il collega è rimasto un rompicoglioni.

Fin.

martedì 1 settembre 2015

Aaaaarghhh!

Teribbileee!
I miei onesti propositi sono naufragati in un mare di ciccia. Se solo ieri pesavo 98 kg devo dedurre che o ho messo su due chili in un giorno, oppure la bilancia dei miei genitori arrotonda per difetto. D'ora in poi devo usare solo la mia che sarà la bilancia ufficiale napvalica ( o altrimenti detta bun). Dopo questo schiaffo alla mia autostima, urgono nuovi propositi ancora meno ambiziosi: entro il 31 dicembre 2015 scendere sotto i 100.

lunedì 31 agosto 2015

Un nuovo inizio. Una nuova speranza

Ok. Ero indeciso sul titolo. O "un nuovo inizio", che mi sembrava più appropriato, o "una nuova speranza", che i pochi veri intenditori di Guerre Stellari avrebbero colto davvero.
(Era il sottotitolo originale di Episodio IV...).

Ma da quanto non posto su 'sto blog???

E' defunto! No, dai, risuscitiamolo!

Io ti ordino di alzarti o blog! Ritorna dalle tenebre!!!

E il blog ritornò...

Dunque, ricominciamo con un aneddoto. Fino a qualche anno fa, il 31 dicembre mi lanciavo in una serie di buoni propositi per l'anno nuovo. Cose del tipo "quest'anno dirò meno parolacce, anzi nessuna", oppure "quest'anno sarò veramente me stesso. Sarò figo!", o anche "Che cavolo! Quest'anno imparerò a programmare in C". E varie altre amenità che puntualmente, e inesorabilmente, intorno al 15 gennaio erano già affogate nelle acque oscure dell'oblio. Fortunatamente, dopo anni di sforzi inconsistenti che producevano risultati altrettanto vaporosi, ho realizzato quale fosse il problema: fare i propositi. Ho smesso di fare propositi per l'anno nuovo e da allora ho vissuto meglio (...si fa per dire, eh, non esageriamo...).

Così oggi mi sono detto: oggi è il 31 agosto, l'estate sta finendo, domani è il primo settembre, è ora di ricominciare a scrivere sul blog!"(i nessi logici di questo ragionamento sfuggono anche a me stesso, diciamo solo che si è trattato di una serie di pensieri giustapposti, che solo apparentemente componevano una sequenza causa-effetto. Fine della spiegazione para - psicologica e molto paracula). 

Vabbè, insomma, senza tirarsela, volevo riprendere a scrivere qualcosa. Anche perché ho scaricato sul celluloso l'applicazione di questo blog, e questo riduce di molto il livello di sbattimento che deriva dal mettersi a sedere al tavolo, accendere il computer, aspettare che carichi, collegarsi al sito e bla bla. 

Oh, altro proposito: diminuire di peso... ih ih. No, davvero. Adesso sono circa 98 kg. (un momento, non si giunga a conclusioni affrettate. A maggio 2015 ero 102 kg!). Il mio proposito è di arrivare a 95 entro il 31 dicembre 2015. Il fatto è che se perdessi 2 kg al mese, in quattro mesi (set. ott nov e dic) arriverei a 90!!! Ma ovviamente non ci riuscirei mai. Quindi puntiamo direttamente ai 95. Cioè 3 kg in 4 mesi cioè 750 grammi al mese. 
Ecco un'altra strategia in alternativa a quella di non fare i propositi: farli ma ridimensionati. 

E ora: il libro che ho comprato ieri alla libreria F. della Stazione

Lo stavo cercando da un po' e mi sono avvicinato al bancone preparato a sentirmi un dire che non ce l'avevano ed invece... potere di F. indubbiamente.