Dovevo vedere Ultras, l'ultimo film di Garrone, quasi uno straight to video, poiché in sala è passato tre giorni soltanto e poi in streaming su N.
E' un buon film. Ottimi attori, ottima la messa in scena, il montaggio e la regia. C'è a sperare che il cinema italiano continui a sformare prodotti come questo.
Non è un film sugli ultras o sul calcio. I tifosi fanno solo da sfondo, da ambientazione o escamotage per narrare una storia di un uomo alle prese con il desiderio di fuggire dal proprio passato.
Il protagonista è un vecchio capo ultras di un immaginario gruppo di tifosi del Napoli. E' un diffidato ed ormai è stanco della vita e del ruolo che tutti gli riconoscono, perché conosce una donna, se ne innamora e vorrebbe farsi una vita normale; quella vita che non ha potuto vivere fino ad allora. Che cosa gli rimane dopo tutti i cori, le trasferte, gli scontri e le diffide? Niente, si è reso conto di aver buttato la vita e vorrebbe correre ai ripari. Avrà la meglio sulla realtà?
Non so se Garrone si sia ispirato a qualche precedente, ma a me viene in mente un vecchio "The Firm", film inglese per la tv del 1988, con un giovane e promettente G. Oldman, da noi tradotto con il titolo "Ultimo Stadio" e passato in tv pochi anni dopo. Anche lì c'è la sottotrama del rapporto tra il vecchio e il giovane, anche lì gli esiti sono simili.
Intendiamoci, quello nostrano non è perfetto, ma va bene così. Non ci sono intenzioni sociologiche o didascaliche, e anche questo va bene. E' una storia, un racconto sulla vita di un uomo e sul suo tentativo di riscatto.
Da vedere.
Letture, scritture e film. Discorsi seri e molte caz..te. Qui si posta quando dico io. Una volta al giorno, a settimana, al mese, all'anno o al decennio. Lo faccio quando mi va. Stay tuned.
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sabato 21 marzo 2020
giovedì 12 marzo 2020
Non voglio nemmeno nominarlo
L'Italia si è beccata il virus. Eh, già.
Sembra di essere tornati indietro di secoli ai tempi dei Promessi Sposi o del Decamerone. Tutti chiusi casa anche se all'epoca si fuggiva dalle città per rifugiarsi in quale eremo di provincia con la speranza di salvarsi.
In questi giorni sono in ferie a casa insieme a tutta la famiglia, ovviamente. Lunedì prossimo rientrerò al lavoro, mi armerò di autocertificazione e mi recherò in sede dove scoprirò le novità (telelavoro sì, no, forse, probabilmente no).
Dovrebbe essere un periodo di riposo, di film e di letture. Ma la clausura forzata mi rende nervoso e il nervosismo porta ad un altro problema: si mangiano schifezze a iosa con bona pace di tutti i propositi dietistici.
Poiché non penso di essere l'unico a sperimentare tali sensazioni credo che quando l'emergenza passerà ci si ritroverà tutti fuori per strada. E quando saremo imbottigliati nel traffico o in coda al supermercato, rimpiangeremo tutto questo?
Penso di no.
Au revoir.
Sembra di essere tornati indietro di secoli ai tempi dei Promessi Sposi o del Decamerone. Tutti chiusi casa anche se all'epoca si fuggiva dalle città per rifugiarsi in quale eremo di provincia con la speranza di salvarsi.
In questi giorni sono in ferie a casa insieme a tutta la famiglia, ovviamente. Lunedì prossimo rientrerò al lavoro, mi armerò di autocertificazione e mi recherò in sede dove scoprirò le novità (telelavoro sì, no, forse, probabilmente no).
Dovrebbe essere un periodo di riposo, di film e di letture. Ma la clausura forzata mi rende nervoso e il nervosismo porta ad un altro problema: si mangiano schifezze a iosa con bona pace di tutti i propositi dietistici.
Poiché non penso di essere l'unico a sperimentare tali sensazioni credo che quando l'emergenza passerà ci si ritroverà tutti fuori per strada. E quando saremo imbottigliati nel traffico o in coda al supermercato, rimpiangeremo tutto questo?
Penso di no.
Au revoir.
mercoledì 4 marzo 2020
Hunters - cacciatori
Hunters. Ok ho finito la prima stagione. Ed è l'unica che è uscita. Per me potrebbe anche chiudersi qui, con i due colpi di scena finali che valgono la visione fino in fondo ma che non trascinerei oltre in un'altra o peggio ancora in altre stagioni.
Ero in dubbio se guardarla o meno perché avevo letto delle critiche negative.
Bisogna sempre affrontare le cose in prima persona. Vederle in prima persona e non lasciarsi influenzare dal giudizio altrui, che può essere una guida, un orientamento e certo anche un consiglio. Però il giudizio deve essere sempre individuale.
Per dare un giudizio secondo me bisogna distinguere due aspetti: la serie in sé e l'argomento trattato. Perché le critiche, anche da autorevoli associazioni, sono indirizzate soprattutto al secondo aspetto.
Lasciamolo un momento da parte e parliamo della serie in sé.
Di che genere stiamo parlando? Fantapolitica? Giallo? Spionaggio? Avventura? Ho difficoltà a dare una definizione cioè ad incasellare la serie anche perché spesso oggi i generi sono mischiati e se si inizia in un modo, si va a parare in un altro.
Qui siamo di fronte ad una serie simil-spy che ha forti venature drammatiche, di avventura, di giallo, insomma un po' di tutto. Ma fondamentalmente si tratta di uno scontro tra un gruppo di buoni contro un gruppo di cattivi che si dispiega in una reciproca caccia all'uomo. Solo che se sul gruppo di cattivi non si discute (sono nazisti, originali e neo, e quindi sono dipinti come malvagi, crudeli, violenti e via dicendo senza sfumature), e va bene), è il gruppo dei cosiddetti buoni a presentare quelle particolarità potrebbero interessare di più e che infatti influiscono di più sullo svolgimento della trama. Da qui, mi viene da pensare, il senso del titolo "Hunters", appunto; come a dire che stiamo parlando di loro e non dei loro avversarsi. Ma per carità è solo una mia ipotesi.
Poi c'è la messa in scena. E qui si ondeggia tra ricostruzione storica degli anni '70 americani, abbondante uso del flashback per parlare della guerra, svolgimento della storia al presente da più punti di vista, e uso di una serie di intermezzi letteralmente farseschi che dovrebbero puntualizzare e spiegare ai più i riferimenti storici e culturali trattati. Sopratutto questi intermezzi, secondo me rendeono la prima parte della stagione poco digeribile. Sinceramente non li ho capiti, non mi sono sembrati divertenti, né funzionali alla storia. Insomma, è chiaro, non mi sono piaciuti.
Gli attori fanno la loro parte. I nazisti a volte sono caricaturali e ciò non rende un servizio alla serie. Tra i buoni ci sarebbe Pacino, se non che mi sembra un Pacino che recita se stesso. Cioè è molto distante dal Pacino-Jimmi Hoffa di Scorsese. Per carità, ci sta anche, e io sono un suo fan ab illo tempore, ma qui mi sembra un'interpretazione normale, quasi da minimo sindacale.
Arriviamo alla seconda questione. E qui le cose sono un po' scivolose e vorrei entrarci in punta di piedi. Da quello che ho letto una critica è stata quella di spettacolarizzare la Shoah, rappresentando ad esempio delle situazioni o episodi non accaduti senza che ce ne fosse la necessità. In pratica, se ho capto bene, la critica è: già è stato un evento terribile, che bisogno c'era di inventare episodi non avvenuti? Insomma perché inventare episodi che non sono accaduti (inventare torture, per intenderci) quando già si potevano descrivere quelli che purtroppo sono avvenuti?
Secondo me la questione è ancora aperta. Ci sono ormai diverse rappresentazioni di nazisti, vedi prosaicamente i cosiddetti nazi-porno del cinema di serie B degli anni che furono, vedi anche, perché no, "I Bastardi senza gloria" di Tarantino, e vedi ad esempio un romanzo che a me è piaciuto molto quale "La variante di Luneburg" di Maurensig. In tutti e tre i casi citati (vabbé, ok, i nazi-porno sono un estremo un po' da ridere), il nazisti sono quasi un pretesto per raccontare una storia di fantasia, magari con altri intenti. Capisco però che la questione possa urtare le sensibilità di molti. Ma a me non sembra che ci sia in questa serie un intento denigratorio né di spettacolarizzazione o comunque di sfruttamento della Shoah. Secondo me sarebbe stato peggio se ci fosse stata un'ambiguità nel caratterizzare o distinguere i buoni dai cattivi. Ma qui si è certi che ciò non avviene.
Mi sembra che si ricalchi molto, ad esempio, l'atteggiamento di Tarantino. Le vicende narrate sono in qualche modo funzionali alla storia. E' ovvio che così come non si può prendere il film di Tarantino come una rappresentazione storica e un documento di studio e collocarlo al di fuori della dimensione cinematografica, non si può fare lo stesso con questa serie.
Insomma la storia si deve studiare sui libri e sulle testimonianze, non sui film e le serie tv. Questo è solo cinema, niente di più.
the end
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